|

autobiografia sintetica - www.jsarchitetto.com
amo le immagini,… il mio approccio è
defilato, comincia come osservatore, da prima, a memoria o con sentimento,
verso le fotografie di mio padre,… più tardi diviene
attivo, le foto cominciano ad essere scattate… ho circa diciotto
anni…la smania di imitazione presto cede il passo alla necessità
di una espressione autonoma…i soggetti preferiti sono le architetture.
è questo il momento in cui scelgo di continuare a giocare,
come da bambino alla LEGO, e mi iscrivo alla facoltà di architettura
di Firenze… lo spazio comincia ad assumere un ruolo diverso
da quello di semplice contenitore… si dilata o si contrae,…
si propone in tutta la sua armonia come in tutto il suo squallore…ed
è all’interno dello spazio urbano che accadono storie…
storie di uomini, donne, bambini e cani, la scena è fissa
per quanto mutevole può essere il punto di vista… adesso
le foto di architettura non bastano più,… cominciano
ad apparire i protagonisti delle storie,… anche le tecniche
cambiano, dalle massime profondità di campo in cui la staticità
del soggetto è accentuata dalla sua nitidezza,… passo
ad esposizioni prolungate nelle quali il bisogno primario è
quello di impressionare un fotogramma che rappresenti un tempo più
lungo di quello di uno scatto…comincia il desiderio per il
cinema ed è il duemiladue… dapprima con un cinema disegnato,…
disegni mai di getto, ma sempre progettati, realizzati aggiungendo
di volta in volta nuove inquadrature… le architetture continuano
ad essere lì,… fisse,… apparentemente immutabili…
ma di nuovo indispensabili… parte integrante della narrazione,…
riprendono peso nella composizione dell’ immagine.
la scenografia,… allora,… sta al cinema, come l’architettura
sta alla vita umana.
Jacopo Sbolci, nato il quattro luglio millenovecentosettantaquattro,
a Livorno.
(…)
…le Grazie, prima di essere tali, erano state un tempo tre
masse informi e poi tre sfere di marmo di una geometria perfetta
e solo successivamente avevano assunto le sembianze che l’
iconografia ci ha consegnato…la verità sul bello si
cela in questa metamorfosi…dibattendo nei secoli attorno a
questo tema la stessa angoscia si ricompone.
(…)
“Poche e profonde cose”, Arduino
Cantàfora,
introduzione al volume “Aldo Rossi, tutte le opere”
|